Published on 2016-05-07 by disabilinews

Accarezzarsi, farsi le coccole, baciarsi, fare del sesso e dormire insieme. E vivere senza genitori, sposarsi e magari avere un figlio. Sono le storie delle ragazze e dei ragazzi con la sindrome di Down, nelle cento (e più) declinazioni dell’amore.
Un video contro ogni pregiudizio, perché non è vero che le persone con la sindrome di Down sono bambini asessuati (o ipersessuati). E non è neanche vero che sono sempre allegri e felici.
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Un rigraziamento speciale all’associazione Trisomia 21 di Firenze, ad Antonella e Ivana, e a tutti i ragazzi intervistati: Alessandra, Andrea, Tommaso, Silvia, Matteo e Valentina.

“Il bisogno di amare, di essere amati e di avere delle relazioni d’amore è una delle esperienze più belle nella crescita e della realizzazione personale di ogni individuo. La sessualità è un aspetto complesso dell’esperienza umana, non si può definire in modo preciso o classificarlo senza risultare riduttivi: coinvolge emozioni, sentimenti, idee e valori, in cui si intrecciano fattori genetici, biologici e sociali. Per molto tempo si è cercato di cancellare questo bisogno dallo sviluppo delle
persone con sindrome di Down, inutilmente, hanno continuato ad innamorarsi, a scambiarsi baci e carezze o, i più sfortunati, a desiderarli.
In questo senso non ci pare possibile pensare ad una sessualità per i normali e una per i disabili e ad una educazione sessuale speciale. Certo, le difficoltà cognitive, metacognitive e relazionali rendono
necessarie delle accortezze nello svolgimento del percorso, che ormai da diversi anni viene portato avanti con adolescenti e giovani adulti, e lo sforzo di ascoltare senza pregiudizi e senza paura quanto i ragazzi hanno da dire riguardo al loro progetto di vita e al loro progetto d’amore.
Purtroppo ancora gli ostacoli sono molti: famiglie spaventate, stereotipi che negano dignità di adulto, mancanza di opportunità e contesti che rispondano alle esigenze di tanti ragazzi”
Associazione Trisomia 21 – www.at21.it

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